Se parti da zero, affianca questa guida allo studio di hiragana e katakana. Il rōmaji negli esempi ti aiuta a iniziare, ma leggere direttamente i caratteri ti renderà più autonomo.
Quella che segue è una selezione introduttiva di Giappare: non è il programma completo né una lista ufficiale degli argomenti d’esame. Per orientarti nei livelli, leggi che cos’è il JLPT.
1. Una frase semplice con は e です.
In una frase nominale, la particella は indica il tema di cui parliamo e si legge wa. です (desu) conclude la frase in forma cortese.
わたしは がくせいです。
Watashi wa gakusei desu. — Sono uno studente.
Prova a sostituire gakusei con Itariajin (イタリアじん, italiano). Cambia una sola parte della frase e controlla che il significato sia chiaro. La traduzione italiana può sottintendere elementi che in giapponese sono espliciti, e viceversa.
2. Le particelle danno un ruolo alle parole.
Non tradurle sempre con una sola preposizione italiana. Imparale dentro una frase: を segnala spesso l’oggetto dell’azione; で può indicare il luogo in cui l’azione avviene.
うちで おちゃを のみます。
Uchi de ocha o nomimasu. — Bevo tè a casa.
Qui uchi de indica dove bevo, ocha o che cosa bevo. La particella を si pronuncia o. Studia poi に, へ, の, も e が attraverso esempi, senza forzare una corrispondenza unica con l’italiano.
3. Verbi: affermazione, negazione e passato.
Comincia dalla forma cortese e osserva come cambia la parte finale. Con tabemasu, “mangio” o “mangerò” secondo il contesto, puoi costruire queste quattro forme:
- たべます — tabemasu: mangio / mangerò.
- たべません — tabemasen: non mangio / non mangerò.
- たべました — tabemashita: ho mangiato.
- たべませんでした — tabemasen deshita: non ho mangiato.
Non ricavare tutte le coniugazioni tagliando la stessa parte di qualsiasi verbo. Per passare dalla forma del dizionario alle altre forme devi imparare i gruppi verbali e le irregolarità. Aggiungi poi la forma in て e le sue prime applicazioni, come una richiesta con てください.
4. Aggettivi: riconosci le due famiglie.
Gli aggettivi in i e quelli in na seguono regole diverse. Davanti a un nome, osserva la differenza fra ōkii ie e shizuka na heya.
おおきい いえ。/ しずかな へや。
Ōkii ie. / Shizuka na heya. — Una casa grande. / Una stanza tranquilla.
La terminazione scritta non basta sempre a classificare un aggettivo: きれい (kirei) appartiene alla famiglia in na. Impara ogni parola insieme al suo uso e passa poi a negazione e passato.
Come trasformare queste basi in studio.
Scegli una struttura, leggi due o tre esempi e scrivi una frase tua. Poi rileggila il giorno dopo e prova a riconoscerla in un ascolto. Quando le prime frasi sono chiare, continua con esistenza (あります・います), domande, numeri e contatori, tempo e luogo, confronti e collegamenti tra frasi.
Per un percorso guidato puoi consultare il catalogo delle lezioni. Alternare regole, lessico, lettura e ascolto ti aiuta a usare ciò che studi anche fuori dall’esercizio appena imparato.